Tappeti erbosi

Il tappeto erboso è una coltura intensiva, che si differenzia dalle classiche colture agrarie per il fatto che il prodotto non è ciò che si asporta ma ciò che rimane in campo.

 

È costituito da vegetazione erbacea sottoposta a tagli frequenti che forma una copertura continua e uniforme. Il tappeto erboso è utilizzato tipicamente negli ambienti urbani ove svolge una serie di funzioni ambientali di grande impatto. Se gestito in modo opportuno, il tappeto erboso può produrre numerosi e importanti benefici.

 

Questa fitta copertura erbosa, infatti, contribuisce a ridurre i picchi termici estivi, lo scorrimento superficiale delle acque e l’erosione del terreno, inoltre favorisce la depurazione delle acque dalle sostanze inquinanti, consente di catturare buona parte del particolato presente in atmosfera e stoccare la CO2 fissandola al terreno. Infine, come tutte le formazioni vegetali, il tappeto erboso consente di ridurre la soglia nociva del rumore e l’intensità luminosa, assorbendo la rifrazione di onde sonore e luminose.

Ornamentale, sportivo e ricreazionale

Questa particolare cenosi erbacea è realizzata allo scopo di creare luoghi di interesse con valore sociale ed ornamentale. Per molte realtà, il tappeto erboso è visto come un elemento di pregio in grado di valorizzare l’ambiente in cui è inserito; in altri contesti, invece, deve permettere lo svolgimento di determinate attività ludico-sportive.

 

La gestione è quindi rivolta a conservare nel tempo quelle caratteristiche che consentono al tappeto erboso di assolvere le funzioni che gli vengono richieste. Attualmente, gli usi che si fanno del tappeto erboso sono molteplici, e varia è pertanto la sua gestione.

 

In base alle funzioni e all’uso a cui è destinato, lo si può distinguere in tre tipologie principali: ornamentale, sportivo e ricreazionale.

I tappeti erbosi ad uso ornamentale, sono quelli di elevato valore estetico e sono sottoposti ad intensa gestione; generalmente sono poco calpestati e il loro scopo principale è quello di creare un ambiente piacevole in cui vivere e lavorare.

 

I tappeti erbosi ad uso sportivo includono le superfici erbose utilizzate nelle varie discipline sportive come calcio, golf, tennis, polo, hockey equitazione, ecc. Essi rappresentano il settore di impiego più specialistico e sono sottoposti ad una progettazione attenta e ad un’intensa gestione. Devono avere particolari caratteristiche tecnico-funzionali, ma devono anche rispondere ad esigenze estetiche.

 

I tappeti erbosi ad uso ricreazionale sono quelli di minor valore estetico ma con buona capacità di sopportare l’usura. La gestione a cui sono soggetti è meno intensa, e sempre proporzionale al grado di utilizzo a cui sono destinati; si trovano tipicamente nei parchi pubblici ed in aree interessate da attività socio-culturali.

Esistono molte pratiche colturali a cui sono sottoposti i tappeti erbosi, a seconda della loro funzione e del loro utilizzo.

 

Tra queste il taglio è la più importante, perché influenza la qualità e la persistenza del tappeto erboso. La frequenza e l’altezza di taglio risultano determinanti per conservare il manto erboso in buono stato. In generale, più si abbassa l’altezza di taglio, più si indebolisce la vegetazione, al contrario aumentando la frequenza si riduce lo stress fisiologico a cui va incontro la pianta se sottoposta a tagli saltuari. Per conservare il tappeto erboso in buono stato è quindi necessario che il taglio sia regolare e non troppo basso, così da evitare l’asportazione di gran parte delle lamine fogliari.

 

Anche la concimazione e l’irrigazione sono pratiche colturali essenziali per il tappeto erboso. Il tappeto erboso, essendo una coltura in continua crescita, ha bisogno di rifornimenti costanti di elementi nutritivi ed in particolare di azoto; la quantità d’acqua da somministrare varia in modo significativo a seconda della specie, tipo di terreno e condizioni climatiche. Accanto a tali pratiche colturali principali ve ne sono altre complementari (carotature, verticut, chiodature, vertidrain, ecc.) che servono per conservare il tappeto erboso in buono stato quando è sottoposto a intenso calpestio.  

Il valore estetico rappresenta una peculiarità rilevante per ciascuno tipo di tappeto erboso, indipendentemente dalla sua funzione.

 

La qualità estetica dipende da diversi fattori a cui viene attribuita pari importanza: densità, uniformità, colore, tessitura fogliare e habitus di crescita.

 

I tappeti erbosi ad elevato valore estetico si caratterizzano per avere una tessitura fine, un colore intenso e un’elevata uniformità e densità. Per i tappeti erbosi sportivi il fattore più importante è rappresentato dalla densità. In entrambi i casi, la qualità del manto erboso è fortemente condizionata dalla presenza di malattie e/o infestanti.

 

Il tappeto erboso è una cenosi erbacea estremamente semplificata, si compone infatti di poche specie, a volte una sola, e per questo risulta particolarmente fragile. La scelta della specie e della cultivar è fondamentale per realizzare un tappeto erboso duraturo e sostenibile, in grado di resistere agli stress, alle malattie e all’invasione delle infestanti.

 

 

Le specie da sempre impiegate per la costituzione dei tappeti erbosi appartengono alla famiglia delle Poaceae (= Graminaceae), ma possono essere sostituite o mescolate con altre specie.

 

Nella famiglia delle Poaceae si distinguono specie microterme e macroterme: le microterme prediligono i climi temperati o freddi; le macroterme, invece, sono tipiche dei climi caldi, sia aridi che umidi.

 

La temperatura ottimale di crescita delle macroterme è compresa tra i 25-26 e i 35-36°C. Nei Paesi dell’Europa mediterranea, le più utilizzate sono: Cynodon dactylon, Paspalum vaginatum, Zoysia spp. e Stenotaphrum secundatum.

 

Le microterme vegetano attivamente con temperature comprese tra 15 e 26 °C. Tra queste, quelle maggiormente impiegate per la realizzazione dei tappeti erbosi sono Lolium perenne, Poa pratensis, Festuca arundinacea, Agrotis spp. e Festuca rubra. La temperatura ottimale per queste specie è compresa tra 18 e 24°C, ne consegue che il picco di crescita si ha nei mesi primaverili ed autunnali, in estate, invece, la crescita si riduce sensibilmente e d’inverno si arresta.

 

Le specie macroterme sono dotate di sistema fotosintetico a C4 che, rispetto al C3 delle microterme, è più efficiente ad alte temperature e consente anche un più efficace uso dell’acqua. Le temperature ottimali di crescita sono comprese tra 26 e 35°C, che sono le temperature tipiche dei mesi estivi, quando le temperature scendono sotto i 16 °C queste specie interrompono la crescita ed ingialliscono quando le temperature sono prossime o inferiori a zero.

 

Le macroterme da tappeto erboso sono assai rustiche, rispetto alle microterme richiedono mediamente il 45% in meno di acqua, hanno una maggiore resistenza all’usura e minore suscettibilità alle malattie fungine, e utilizzano in modo più efficiente l’azoto. Il loro impiego in Italia è in rapida espansione, essendo rispetto alle microterme più adatte a fronteggiare le conseguenze dirette dei cambiamenti climatici. Il lungo periodo di dormienza invernale ne limita però la diffusione nel nord Italia, ostacolo che può essere superato attraverso la consociazione con specie microterme. Tra queste, la più comune è la consociazione con Lolium perenne nei tappeti erbosi sportivi.